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Palestina. Campagna per la liberazione dei prigionieri

Palestina. Campagna per la liberazione dei prigionieri

55Oggi ricorre la giornata internazionale per la libertà dei prigionieri palestinesi. Certo è ben conosciuta la situazione che la popolazione vive in Palestina ormai da più di sessant’anni. Da quando, cioè, la sete dell’imperialismo ha stravolto del tutto quello che era stato un luogo simbolo della possibile convivenza pacifica di culture diverse (ebraica, europea, islamica).
Con l’istituzione dello Stato di Israele e le sue sempre maggiori pretese, si ha l’inizio di qualcosa che, purtroppo, ancora oggi persiste in quella piccola ma importantissima terra. E’ un fenomeno intorno al quale hanno ruotato numerosissime dinamiche politiche ed economiche tra diverse nazioni; si è assistito e si assiste a crimini di guerra; e, soprattutto, è stato lo scenario per intere vite passate fin dalla nascita in un ambiente ostile e in continua tensione e paura, per chi si è trovato a nascere durante l’occupazione, e fin da subito ha deciso di lottare contro questa condizione.

Un importantissimo esempio che i palestinesi non si arrendano per nulla facilmente è fornito dalla vicenda di Marwan Barghouthi, uno dei più importanti difensori per la libertà del popolo palestinese. Marwan sta ora scontando l’undicesimo anno della condanna che lo costringe in una prigione israeliana, condanna che consiste in tutto di 5 ergastoli e 40 anni di reclusione. La causa è stata l’essersi dedicato per tutta la sua vita alla causa dell’opposizione contro l’occupazione israeliana, militando dentro Al-Fatah, lo storico partito per la liberazione palestinese,. Era già stato altre volte in una prigione israeliana, la prima volta risale a quando aveva 18 anni, quando fu arrestato per aver preso parte ad una sommossa.

L’ultima sentenza è quella che ha spinto i compagni di Marwan ad aprire una campagna per la sua liberazione. Appena ne è stato informato, ha preteso che la campagna fosse estesa alla liberazione di tutti i prigionieri palestinesi vittime del colonialismo di Israele.

Si parla di un’ingiustizia verso più di 5000 persone, di cui ben 195 non hanno neppure la maggiore età (di questi, 36 hanno perfino meno di 16 anni). 136 prigionieri, tra cui 11 parlamentari, sono trattenuti da anni sotto detenzione amministrativa, cioè senza aver avuto un minimo processo.

In una lettera che Marwan Barghouthi ha scritto dalla cella 28 della prigione di Hadarim, in merito alla campagna per i prigionieri palestinesi, si legge:

Quando vi verrà chie­sto da che parte state, sce­gliete sem­pre la parte della libertà e della dignità con­tro l’oppressione, dei diritti umani con­tro la nega­zione dei diritti, della pace e della con­vi­venza con­tro l’occupazione e l’apartheid. Solo così si può ser­vire la causa della pace e agire per il pro­gresso dell’umanità”.

Il messaggio era destinato a Robben Island, il luogo in cui ha avuto inizio la lotta contro l’apartheid. E’ evidente il parallelismo tra la lotta portata avanti da Marwan Barghouthi e quella di Nelson Mandela, ed è lo stesso Marwan a sottolinearlo, in quanto entrambi sono stati impegnati a lottare attivamente per la libertà e la dignità, contro il colonialismo militare ed il razzismo, e che per questo hanno dovuto passare gran parte della propria vita fra il carcere e il fucile dell’occupante. Per quanto riguarda la promozione della campagna in Italia, molti sono i nomi conosciuti che ne hanno firmato la sottoscrizione: il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che il 15 Aprile scorso ha conferito a Marwan la cittadinanza onoraria; Egidia Baretta, madre di Vittorio Arrigoni, di cui il 13 Aprile si è ricordato l’anniversario della morte avvenuta per mano del governo israeliano; Moni Ovadia; Don Ciotti; Gino Strada; uomini politici di professione, come Guglielmo Epifani e Niki Vendola, ma anche registi come Ettore Scola e Citto Maselli, e sindacalisti, come Camusso e Landini. Inoltre, nei giorni fra il 12 e il 18 Aprile, è stata organizzata una serie di eventi e incontri che hanno toccato in tutto 7 città italiane e che hanno visto anche la parteciapazione di Fadwa Barghouthi, la moglie di Marwan e suo avvocato.

Nel comunicato stampa pubblicato dall’associazione Assopace Palestina, promotrice della campagna in Italia, si legge che: “aderire alla campagna, significa anche ribadire alla comunità internazionale e al nostro Governo, che ha appena sottoscritto accordi con quello di Nethanyau, che l’occupazione della Palestina è stata dichiarata illegale da ben 87 risoluzioni dell’Onu, che il muro costruito in Cisgiordania che attraversa i Territori Palestinesi è stato condannato dall’Assemblea Generale Onu e dalla Corte di Giustizia Europea e che il Consiglio dei Diritti umani dell’Onu ha lanciato un appello con cui intima a Israele “di fermare tutte le attività di insediamento senza precondizioni e avviare un processo di ritiro di tutti i coloni dai Territori”.”

Per leggere il comunicato di promozione della campagna e aderire alla raccolta firme: http://www.assopacepalestina.org/2013/12/anche-in-italia-parte-la-campagna-per-la-liberazione-di-marwan-barghouti/ 

 

L.F.

Written by Ya Basta! Perugia

L'associazione YA BASTA! Perugia nasce nell'ottobre del 2011 dalla volontà di ragazzi e ragazze di non disperdere il patrimonio di saperi, relazioni e capacità gestionali appreso negli anni di studio. Le diverse esperienze professionali acquisite, integrate con i percorsi informali di anni di attività nel territorio, ci hanno portato alla costituzione di un'associazione di promozione sociale capace di garantire la centralità della modalità cooperativa nel nostro agire.