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VITA NEI CAMPI

VITA NEI CAMPI

papaveriL’agricoltura è un’attività abbastanza recente nella storia dell’umanità. Quando i nostri antenati hanno smesso di essere nomadi non era possibile esplorare aree troppo vaste per andare a caccia e raccogliere le piante spontanee, ed è iniziata la “domesticazione” di animali e piante.

Se fino allora per l’alimentazione venivano utilizzate moltissime piante, escludendo solo quelle velenose o tossiche, ora bisognava scegliere: le “buone” che si domesticano con facilità, che rispondono alle cure producendo di più, con frutti e semi nutrienti, gradevoli e conservabili. Nell’agricoltura di sussistenza, praticata ancora oggi in molte parti del mondo e fino a non molto tempo fa anche da noi, le piante crescono insieme in un equilibrio dinamico, utilizzando meglio le risorse disponibili: nutrienti, acqua, luce, lo spazio in genere. E’ dagli anni ’50 del ‘900, con la rivoluzione verde che i campi sono diventati sempre più grandi, uniformi, con piante tutte uguali, escludendo tutte le altre, usando pesticidi per distruggerle a costo di rischiare qualità delle produzioni, dell’acqua e della terra.

Tutte le piante non desiderate in quel ciclo produttivo son diventate erbacce, malerbe, infestanti, nemiche da estirpare.

Ma resistono con tenacia e sviluppano strategie di sopravvivenza: i loro semi restano dormienti per anni nel terreno, fino a quando le condizioni diventano favorevoli, allungano le loro radici sotterranee, spuntando dove meno te lo aspetti, alcune si spezzano quando le strappi lasciando intatte le radici, altre si aggrappano alle pellicce degli animali o agli abiti per farsi trasportare lontano: delle vere vagabonde, resistenti agli attacchi.

Non è strano quindi che per parlare dei tanti problemi dell’agricoltura di oggi abbia iniziato  rovesciando  il punto di vista: se i “cattivi” sono gli esclusi, quelli scacciati dai campi, quelli da distruggere, perché meravigliarsi se cercano di occupare qualche spazio dove vivere in pace; e oltre ad avere dei dubbi sulla bontà di questa agricoltura, proviamo un moto di simpatia verso queste erbacce,  ribelli e indomabili, che un po’ ci somigliano.

Gramigna rossa

Written by Ya Basta! Perugia

L'associazione YA BASTA! Perugia nasce nell'ottobre del 2011 dalla volontà di ragazzi e ragazze di non disperdere il patrimonio di saperi, relazioni e capacità gestionali appreso negli anni di studio. Le diverse esperienze professionali acquisite, integrate con i percorsi informali di anni di attività nel territorio, ci hanno portato alla costituzione di un'associazione di promozione sociale capace di garantire la centralità della modalità cooperativa nel nostro agire.